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Le geografie della mafia nella vita e nella letteratura dell'Italia contemporanea

di Robin Pickering-Iazzi
Mimesis, 2017

Oggigiorno si parla molto della mafia come fenomeno territoriale, ma quali sono i rapporti tra racconti e mafia? Quali terreni, concreti e fantasticati, ne derivano? Questo studio esplora le geografie della narrazione della mafia create grazie alle testimonianze e alle opere letterarie di figure come Silvana La Spina, Maria Rosa Cutrufelli, Dacia Maraini e Rita Atria. L'analisi evidenzia le pratiche e i modi di pensare, mafiosi e anti-mafiosi, che stanno alla base di diverse città-mondo come Catania, Palermo e Gela, ma anche della nazione intera, con finestre aperte su paesaggi cyberspaziali. Attingendo a concetti provenienti dalla cartografia culturale e sociale, sviluppati da autori come Soja, Lea Vergine e de Certeau, vengono proposti nuovi modi per comprendere la mafia, l'ideologia, l'immaginario mafioso al femminile, la resistenza civile e l'impegno postmoderno, la memoria e la cultura della legalità nella rete.



Recensione (di Giuseppe Muti): 

Mangia come parli! Alimentazione e cucina italiana: geografie e storie di un mito gastronomico

di Guglielmo Scaramellini
Mimesis, 2017

L'alimentazione non è soltanto il modo per soddisfare le esigenze vitali degli individui, è anche un sistema di comunicazione e di rappresentazione dei rapporti che individui e collettività intrattengono materialmente e simbolicamente con l'esigenza di nutrirsi, marcando l'appartenenza a specifici gruppi culturali, sociali, di genere, di età, di professione, e d'altro ancora. Per tali motivi l'alimentazione e le sue espressioni culturali, che si sostanziano nel "gusto" e nella formazione di una "cucina" specifica, sono un fenomeno complesso e radicato in ognuno di questi campi cognitivi e operativi. L'Italia è un caso di studio di straordinario interesse. Una "cucina italiana" si forma solo dopo l'unità nel 1861, come e quando si afferma l'italiano quale lingua di comunicazione a scala nazionale. Il libro richiama l'analogia che intercorre fra alimentazione e linguaggio, la corrispondenza cronologica, sociologica, culturale tra affermazione della lingua italiana e "cucina italiana", e raccogliendo varie testimonianze: dai trattati di cucina alle relazioni amministrative, dai documenti d'archivio ai diari personali, dai resoconti di viaggio alla letteratura.

Alpi ribelli. Storie di montagna, resistenza e utopia

di Enrico Camanni
Laterza, 2016

Dalla leggendaria lotta di Guglielmo Tell, un filo sottile lega le terre alte alla tentazione della ribellione. In oltre settecento anni di storia, le 'Alpi libere' hanno avuto seguaci autorevoli e interpreti esemplari. Dagli artigiani eretici che si sacrificarono con Fra Dolcino, ai partigiani che fermarono i nazifascisti sulle montagne di Cuneo e Belluno, fino ai movimenti contemporanei contro il treno ad alta velocità in Valle di Susa. Questo libro raccoglie le storie di chi seppe disubbidire agli ordini, costruendo sulle montagne rifugi di resistenza, avamposti di autonomia e laboratori di innovazione sociale. Come una risorgiva carsica che emerge dalle profondità del tempo, la montagna si ricorda di essere diversa e fa sentire la sua voce fuori dal coro. Una vecchia idea, forse un'utopia, che non ha ceduto al consumismo delle pianure e rinasce di tanto in tanto in forme nuove e dirompenti. In mezzo al conformismo della maggioranza valligiana, si alza il grido di chi rivendica una diversità geografica e culturale, compiacendosi dell'antico vizio montanaro di sentirsi speciali e ospitare i diversi, i ribelli, i resistenti, gli eretici.

Recensione (di Anna Casaglia):

La geografia del racconto. Sguardi interdisciplinari sul paesaggio urbano nella narrativa italiana contemporanea

a cura di Davide Papotti e Franco Tomasi
Peter Lang, 2014

Lo rappresentazione dello spazio urbano – nella sua complessa e multiforme variabilità – occupa un ruolo sempre più rilevante nella narrativa italiana dell’ultimo decennio, tanto da apparire spesso quale vero protagonista delle storie narrate. In questo libro si presentano alcuni studi di taglio interdisciplinare mirati a sondare, attraverso letture che incrociano i metodi della geografia umanistica e della critica letteraria, come la dimensione urbana venga prendendo forma in alcune esperienze letterarie; ad analisi di carattere comparato che abbracciano più autori e più aree geografiche si affiancano nel volume letture concentrate su singoli autori e singole aree geografiche, tutte però convergenti nell’intento di cogliere i rapporti complessi e rifratti tra territorio urbano e forme del suo racconto.

Recensione (di Chiara Giubilaro):

Geografie salgariane

di Elio Manzi
Viglongo, 2013

Un omaggio al più grande e sfortunato scrittore di avventure italiano, perché Emilio Salgari fu, a suo modo, un notevole divulgatore di geografia nell'Italietta umbertina, povera di conoscenze territoriali interne e ancor più esotiche. Un divulgatore, forse involontario, ma più meritorio dei catechismi mnemonici scolastici di allora e di poi, che hanno fatto odiare la geografia a generazioni di italiani.

In appendice: F. Giordano, Una esplorazione del Borneo, 1874 




Recensione (di Alessandro Arangio):

Piani sul mondo. Le mappe nell'immaginazione letteraria

A cura di Marina Guglielmi e Giulio Iacoli
Quodlibet, 2013

Situate alla confluenza tra due diverse volontà di illustrare il reale, ovvero di codice iconografico e narratività, le carte sono piani d’azione dall’elevato potenziale immaginativo. Seguendo la loro comparsa nei testi letterari, il libro appronta un primo studio organico di tali durevoli innesti, in un ventaglio di esempi comprendente la transizione dai linguaggi cartografici medievali a quelli rinascimentali, testi chiave della teoria e della geografia culturale, classici della narrativa europea e italiana, romanzi della postmodernità e dell’orizzonte postcoloniale. La seduzione della mappa, le promesse di conoscenza e di potere incorporate dalle sue linee conducono gli scrittori a seguire il filo della fantasia, dando vita a trasfigurazioni accomunate da un’idea: rivendicare una visione personale della realtà, interpretare con acume e sensibilità i segni vari e dubbi nei quali si dispone la nostra percezione del mondo.